Film e casinò sono da sempre un'accoppiata vincente, capace di regalare alla storia del cinema numerose pellicole indimenticabili. Le ragioni sono di varia natura, ma in generale quello delle case da gioco è un contesto che si presta particolarmente bene alla narrazione per immagini. Tra personaggi borderline, storie dense di colpi di scena e il brivido che il gioco al tavolo verde sa regalare, pescare in questo mondo è da sempre considerato una sorta di jolly, per molte case di produzione. Non stupisce che tante case di produzione abbiano considerato il tavolo verde una sorta di jolly narrativo. Oggi questo mondo vive soprattutto nel digitale in piattaforme di casinò online ma le produzioni cinematografiche hanno fatto molto in passato per dare popolarità al contesto delle sale da gioco. Vediamo, allora, quali sono i più meritevoli film sul gioco fisico fra titoli famosissimi e altri un po’ meno conosciuti, che però varrebbe senza dubbio la pena di guardare.
In questo articolo tratteremo:
I migliori film sul casinò di sempre
I film sul gioco più realistici e iconici
Le pellicole dedicate a roulette, blackjack e poker
Il rapporto tra cinema e gioco è da sempre strettissimo: i film sui casinò rappresentano un genere capace di unire tensione, psicologia, lusso e autodistruzione. Dai tavoli verdi alle sale di Las Vegas, i film sul gioco raccontano storie di ambizione, rischio e ossessione che continuano ad affascinare il pubblico di ogni epoca. Il genere casinò, in particolare, ha costruito nel tempo veri e propri cult cinematografici, capaci di raccontare il fascino, il potere e il lato oscuro delle grandi sale da gioco. Queste pellicole mostrano quindi le sale da gioco come luogo di business, rischio e controllo, spesso ispirato a storie reali.

Da un maestro di “gangster movie” come Martin Scorsese ecco nel 1995 Casinò, un terzo episodio della cosiddetta “trilogia sulla mafia” del regista italo-americano, dopo “Mean Streets” e “Goodfellas”. In questo caso il film narra le vicende di un casinò di Las Vegas controllato dalla “mala” e gestito da un personaggio esterno alla mafia, Sam Rothstein detto “Asso”, interpretato da uno sempre impeccabile Bob De Niro. La sua è una parabola anche umana che lo porta dal nulla al potere, per tornare al nulla in un crescendo di tensione costruito su un montaggio serratissimo e su una voce narrante che spiega, quasi didatticamente, il funzionamento economico di una sala da gioco: il conteggio, la cassa, lo skimming, il controllo capillare di ogni tavolo. Straordinario anche il cast, con memorabili performance da parte di Sharon Stone, nel ruolo di Ginger, che le valse una candidatura all’Oscar e il Golden Globe come migliore attrice, e Joe Pesci, quest’ultimo uno degli attori “feticcio” di Scorsese insieme allo stesso De Niro.
La sceneggiatura, scritta dal regista con Nicholas Pileggi, si ispira alle vicende reali di Frank “Lefty” Rosenthal e Tony Spilotro, che gestirono negli anni Settanta alcune sale di Las Vegas per conto della criminalità organizzata. È il film che, più di ogni altro, ha raccontato Las Vegas come luogo di potere e di denaro, prima ancora che di divertimento.

Diretto da Steven Soderbergh nel 2001 e remake del Colpo grosso del 1960 interpretato dal Rat Pack di Frank Sinatra e Dean Martin, Ocean’s Eleven è un film elegante e leggero, dove il gioco diventa scenografia per uno dei colpi più famosi del cinema. Danny Ocean riunisce undici complici per svaligiare in una sola notte il caveau condiviso di tre casinò di Las Vegas (Bellagio, Mirage e MGM Grand) di proprietà di Terry Benedict.
Il cast è semplicemente pazzesco: George Clooney, Brad Pitt, Matt Damon, Julia Roberts, Andy Garcia e Don Cheadle. Soderbergh orchestra il colpo come un pezzo jazz, fatto di ritmo, pause e improvvisazioni controllate, e il risultato ha superato i 450 milioni di dollari di incasso, rilanciando l’intero genere heist movie e generando due sequel. È il film perfetto per chi ama l’estetica dei casinò moderni e l’atmosfera patinata di Las Vegas.

Poteva mai un personaggio cinematografico e letterario come James Bond restare fuori da una lista di film dedicati ai casinò? Il più famoso agente segreto della storia del cinema è particolarmente sensibile al fascino femminile, in questo caso quello di Eva Green, e al brivido delle carte, e Casinò Royale (2006), diretto da Martin Campbell, segna l'esordio del glaciale Daniel Craig nei panni di 007.
Il cuore della pellicola è una partita ad altissime poste contro Le Chiffre, il banchiere del terrorismo interpretato da Mads Mikkelsen. Curiosamente, nel romanzo originale di Ian Fleming il gioco protagonista era il baccarat. La scelta di sostituirlo in un film sul Texas Hold'em, nella versione cinematografica, è figlia dell’enorme popolarità raggiunta dal poker a metà anni Duemila. Il risultato è una sequenza in cui il gioco non è un pretesto, ma il campo di battaglia vero e proprio dello scontro psicologico tra i due personaggi.
I film sul gioco più riusciti non si limitano alle vincite, ma analizzano il rapporto psicologico tra il giocatore e il rischio. In queste storie il gioco diventa dipendenza, ossessione o strumento di riscatto personale. Trame, intrighi e vicende personali che vengono raccontati con lo sfondo del gioco che, a volte, muove tutto il flusso del film in imperdibili avventure rimaste iconiche nella storia del cinema.

Il titolo del film, The Cooler, deriva dalla definizione americana di un uomo per nulla fortunato che viene ingaggiato dai casinò per trasmettere la propria sfortuna ai giocatori che stanno inanellando una serie di vittorie al tavolo. Nella pellicola diretta da Wayne Kramer, il cooler è Bernie Lootz, interpretato da William H. Macy, che lavora in una Las Vegas ancora sporca e poco scintillante agli ordini del direttore Shelly Kaplow, un Alec Baldwin memorabile e candidato all’Oscar come miglior attore non protagonista.
Quando Bernie incontra Natalie, una cameriera del casinò interpretata da Maria Bello, la fortuna comincia inspiegabilmente a girare anche per lui: in uno strano gioco del destino, il cooler diventa persino il talismano portafortuna di Las Vegas, con grande disappunto di chi lo aveva assunto. È una premessa divertente che, unita a interpretazioni di altissimo livello, offre uno sguardo ravvicinato sulle superstizioni dei casinò e sull'idea stessa di fortuna.
Diretto dalla coppia Anna Boden e Ryan Fleck, Mississippi Grind ha per protagonisti Ben Mendelsohn e Ryan Reynolds, affiancati da Sienna Miller. È un road movie atipico, che racconta il gioco come viaggio esistenziale: due giocatori si conoscono a un tavolo, decidono di scendere lungo il corso del Mississippi verso una grande partita a New Orleans e lungo la strada si trascinano dietro debiti, bugie e una fiducia reciproca sempre più fragile.
Qui non c'è nulla del lusso e del glamour associati a Las Vegas: solo tavoli, scommesse, sale spoglie e la continua ricerca della giocata giusta. Il film, dichiaratamente ispirato a California Poker di Robert Altman, non ha brillato al botteghino ma ha ricevuto recensioni eccellenti, proprio per il modo asciutto e privo di retorica con cui osserva la dipendenza dal gioco senza mai giudicarla apertamente.

Vedere insieme Robert Redford e Paul Newman, nel massimo del loro splendore, è già di per sé un'attrazione sufficiente. La Stangata è entrata di diritto nella storia del cinema, e non soltanto tra i migliori film sul gioco di sempre. La storia è quella della truffa delle truffe: due truffatori di strada, nella Chicago degli anni Trenta, architettano un raggiro geniale ai danni di un grosso gangster, con un susseguirsi di colpi di scena che ha pochi eguali.
Il merito è dei due superdivi, ma anche del regista George Roy Hill, che con questo film vinse l’Oscar alla regia. Non fu l’unica statuetta: la pellicola ne conquistò complessivamente sette, tra cui quella per il miglior film, per la migliore sceneggiatura originale e per l'adattamento musicale, che riportò in auge il ragtime di Scott Joplin e in particolare The Entertainer. Il gioco, qui, è meno tavolo verde e più meccanismo di seduzione: la truffa funziona proprio perché la vittima crede di poter vincere.
Alcuni film sul gioco si concentrano su giochi specifici, mostrando strategie, regole e dinamiche reali. Ci sono invece film sulla roulette, blackjack e poker che diventano protagonisti assoluti della narrazione. Attorno ad essi si sviluppano storie di persone comuni, a volte sono storie tratte da vicende realmente accadute ma che, come sempre accade, vanno oltre ogni più fervida fantasia.

21 è il riferimento principale tra i film sul blackjack. Diretto da Robert Luketic e ispirato al libro Bringing Down the House di Ben Mezrich, a sua volta basato sulla storia vera del MIT Blackjack Team. Il protagonista Ben Campbell, studente brillante ma squattrinato, viene reclutato dal professore di matematica Micky Rosa, interpretato da Kevin Spacey, e addestrato insieme ad altri studenti alle tecniche di conteggio delle carte.
Il film mostra con efficacia come una strategia matematica rigorosa possa ridurre, e in certe condizioni ribaltare, il vantaggio statistico del banco: non una truffa, ma un metodo che i casinò hanno sempre combattuto con ogni mezzo. Curiosità: tra i croupier che compaiono nel film c'è Jeff Ma, uno degli studenti che fecero davvero parte del team. Al di là di qualche licenza hollywoodiana, resta il titolo di riferimento per chi cerca un casinò movie che unisca gioco, strategia e tensione.

Nel 1965 il poker è ancora un fenomeno prettamente underground: non era di là da venire soltanto il poker online, ma dovevano addirittura ancora nascere le World Series of Poker, che sarebbero arrivate solo cinque anni dopo. Eppure Norman Jewison tira fuori un film meraviglioso e iconografico, Cincinnati Kid, che grazie a un bellissimo Steve McQueen anticipa le caratteristiche, la fame di competizione e la personalità di un vero campione di poker.
Ambientato nella New Orleans degli anni Trenta e tratto dal romanzo omonimo di Richard Jessup, il film mette in scena il duello tra il giovane e ambizioso Eric “The Kid” Stoner e il leggendario Lancey “The Man” Howard, interpretato da Edward G. Robinson. È un confronto psicologico e morale prima ancora che tecnico, e il finale, durante una mano di five card stud diventata celebre e a lungo discussa dai puristi per la sua improbabilità statistica, resta uno dei più belli mai girati attorno a un tavolo da gioco.

Anche registi non particolarmente acclamati hanno a volte il loro “film della vita”: per John Dahl è stato senza dubbio Rounders, una felice combinazione di elementi a partire dai due protagonisti, Matt Damon ed Edward Norton, affiancati da un istrionico John Malkovich nei panni dello strozzino Teddy KGB e da John Turturro. Ad oggi si tratta del miglior film sul gioco del poker che sia mai stato realizzato: più precisamente, è la pellicola che meglio di ogni altra ha descritto la figura moderna del giocatore di poker, con le sue letture, i suoi tell, la sua gestione del bankroll.
Quanto sia riuscita questa pellicola emerge anche da un singolare effetto “a cascata”. Nel film il protagonista Mike McDermott si appassiona al poker guardando in televisione l’heads up finale, reale, tra Johnny Chan ed Erik Seidel al Main Event delle WSOP del 1988; dieci anni dopo, migliaia di giocatori si sono appassionati al poker proprio guardando Rounders, e diversi tra loro sono poi diventati professionisti. Un film che, uscito con incassi modesti, si è trasformato negli anni in un vero e proprio oggetto di culto e in uno dei motori del boom del Texas Hold’em dei primi anni Duemila.
Il casinò è un ambiente narrativamente perfetto: tensione costante, decisioni rapide, conseguenze immediate. Nei film ambientati nelle sale da gioco diventa metafora della vita, dove abilità, fortuna e psicologia si intrecciano in modo imprevedibile. Molly’s Game, esordio alla regia di Aaron Sorkin, è un ulteriore esempio moderno di come il cinema utilizzi il gioco per raccontare potere, ambizione e controllo.
Il film narra la storia vera di Molly Bloom, ex sciatrice di livello olimpico che, dopo un grave infortunio, crea un esclusivo giro di poker clandestino frequentato da star di Hollywood, magnati di Wall Street e, a sua insaputa, dalla mafia russa. Quando l’FBI indaga sull’organizzazione, Molly si trova coinvolta in un caso giudiziario complesso, difesa dall’avvocato Charlie Jaffey. Il film, con Jessica Chastain e Idris Elba, e una sceneggiatura candidata all’Oscar, segue la sua ascesa, la sua caduta e la lotta per difendere la propria integrità: il poker, qui, è soprattutto uno strumento narrativo per esplorare dinamiche sociali e personali.