Briscola: origini, punteggi e varianti - -
Briscola: origini, punteggi e varianti

Come si gioca a Briscola: regole, punti e varianti da conoscere

La Briscola è un noto gioco di carte che si pratica con i mazzi regionali e che ancora oggi è diffusissimo sia dal vivo sia in rete. È possibile giocare uno contro uno, in coppie o, in alcune varianti specifiche, anche in più persone. Il meccanismo è semplice e geniale al tempo stesso: a ogni mano un determinato seme assume maggiore rilevanza rispetto agli altri, e su questa gerarchia mobile si costruisce l’intera partita. Non stupisce che sia tra i giochi di carte disponibili online più praticati in assoluto.

In questo articolo tratteremo:

  • La storia della briscola

  • Come si gioca a briscola

  • I punteggi della briscola

  • Le varianti della briscola

La storia della briscola

La Briscola ha radici profonde nella tradizione italiana e mediterranea, ma secondo gli storici del gioco non esiste un’origine univoca e documentata. Alcune fonti la fanno derivare da antenati europei come il brusquembille o la bazzica, giochi diffusi in Francia tra il XVIII e il XIX secolo, forse con influenze olandesi o scandinave. Altri invece farebbero risalire le origini della Briscola a un’attrazione in voga in Olanda addirittura nel ‘500, ma c’è chi sostiene che la Briscola sia stata inventata in Francia o in Danimarca.

Anche sul piano etimologico il quadro è controverso: il termine briscola sarebbe legato al francese brisque, parola tecnica che nel gioco della Bazzica indicava i punti ottenuti con le carte degli ori. La prima traccia italiana viene individuata in testi della prima metà dell’Ottocento. Il gioco è citato in un componimento di Gioachino Belli. Nel 1888 fu la volta del primo trattato sul gioco, che in seguito si è fatto conoscere in tutte le regioni dello Stivali, venendo talvolta ritoccato nel regolamento, fino ad arrivare ad oggi mantenendo la tradizione e diffondendosi sui tavoli delle taverne e delle case di tutta Italia.

Come si gioca a briscola

Per giocare a briscola occorre innanzitutto un mazzo di 40 carte regionali, napoletane, piacentine, trevigiane, siciliane, con i valori asso, 2, 3, 4, 5, 6, 7, fante, cavallo e re; in alcuni mazzi il cavallo è sostituito dalla donna. Il mazziere distribuisce 3 carte a ciascun giocatore e colloca poi il mazzo al centro del tavolo, lasciandone una scoperta e parzialmente visibile sotto di esso: quella carta determina il seme di briscola, cioè la famiglia di carte che avrà valore superiore a tutte le altre per l’intera smazzata.

Il giocatore di mano cala una carta, determinando il seme di mano e gli altri seguono in senso antiorario rispondendo con lo stesso seme, ma con una carta di valore superiore, o con una del seme della briscola. Vince la mano chi ha giocato la briscola di valore più alto o, in assenza di briscole, chi ha calato la carta più alta del seme di mano. Chi vince prende tutte le carte sul tavolo e pesca per primo dalla cima del mazzo. Il gioco prosegue così fino all’esaurimento del tallone, e il vincitore della penultima mano si aggiudicherà la briscola scoperta rimasta all’inizio. Di norma non si possono guardare le carte prese fino al termine della partita.

Quando si forma una coppia con un altro giocatore, le partite dal vivo vengono ulteriormente vivacizzate dall’impiego di un linguaggio di segni, volto a far capire al proprio compagno quale carta si possieda. Al giorno d’oggi, però, sono sempre di meno i tavoli che consentono di comunicare in maniera non convenzionale.

I punteggi della briscola

Non tutte le carte assegnano punti. La più ambita è l’Asso, che vale 11 punti; segue il 3, che ne attribuisce 10. Il Re vale 4 punti, il Cavallo 3 e il Fante 2. Le carte rimanenti, dal 2 al 7, esclusi appunto asso e tre, prendono in gergo il nome di “lisci” e non valgono nulla, ma possono avere un’importante valenza strategica se giocate per conservare in mano briscole o carte di peso.

In totale i punti in palio a ogni smazzata sono 120, e ad aggiudicarsi il round è chi ne totalizza almeno 61; con 60 punti esatti la mano è pari. Una partita si compone in genere di almeno due round, dato che la vittoria viene solitamente assegnata al giocatore o alla coppia che arriva per primo a 120 punti complessivi. Quando si gioca a coppie, le partite dal vivo sono tradizionalmente vivacizzate da un linguaggio di segni volto a comunicare al compagno quali carte si abbiano in mano, anche se oggi sono sempre di meno i tavoli che lo consentono.

Le varianti della briscola

Tra le regioni d’Italia si usano regole diverse e non è raro imbattersi in varianti della Briscola anche molto marcate: in alcune zone del Piemonte, per esempio, il 7 diventa la carta più importante dopo l’asso e il 3 si comporta come un semplice liscio, mentre altrove i valori di cavallo e fante risultano invertiti. Per capire come giocare, insomma, bisogna prima sincerarsi della variante che ci si trova davanti.

La versione più curiosa è probabilmente la Briscola a chiamata, in cui si gioca in 5: ad affrontarsi sono 2 squadre, una da 3 e una da 2 giocatori, e il “socio” del comandante resta segreto fino allo scioglimento finale. La Cinquecento si distingue invece per la presenza delle “accuse”, punti extra che si ottengono avendo in mano re e cavallo (o donna) dello stesso seme: 40 punti se il seme coincide con la briscola, 20 negli altri casi. Nella Marianna si conservano 5 carte in mano, nella Schembil si gioca addirittura in 6 escludendo i 2 dal mazzo, mentre nella Briscola scoperta tutte le carte restano visibili dall’inizio alla fine, trasformando la partita in un puro esercizio di memoria e calcolo.

Come giocare meglio: strategie e trucchi

Giocare bene a Briscola, sia dal vivo sia online, richiede non soltanto fortuna ma anche strategia. Esistono giocate tipiche, ma per vincere con costanza è bene conoscere alcuni trucchi della Briscola che permettono di acquisire maggiore confidenza con il gioco. Il primo, apparentemente banale, è imparare a gestire le briscole: essendo le carte più potenti, vanno conservate per i momenti chiave, perché una singola briscola giocata al momento giusto può ribaltare una mano.

Fondamentale è poi contare le carte, cioè ricordare quali carichi e quali briscole siano già usciti, così da decidere con cognizione di causa le mosse successive. Utile anche osservare lo stile degli avversari, per prevedere che cosa possano avere in mano. Un principio quasi universale è non sprecare carte alte troppo presto: meglio avere pazienza e preservare un asso o un tre per mani di maggior peso. Infine, un classico: conviene spesso perdere di proposito la penultima mano, per potersi aggiudicare la briscola scoperta e affrontare il finale con una carta in più dalla propria parte.