Machiavelli: regole e punteggi del gioco di carte

Il Machiavelli, conosciuto anche come Ramino Machiavellico, è un gioco di carte italiano, che si pratica con i mazzi francesi. Simile per certi versi alla Scala 40, viene considerato alla stregua di un gioco di società e di conseguenza non rientra tra i classici giochi di carte digitali ma è un gioco che può essere trovato facilmente su una piattaforma di giochi di carte online. In teoria non esisterebbe un vero e proprio regolamento standard, a causa della coesistenza di molteplici versioni alternative del Machiavelli, ma è comunque possibile descrivere in linea di massima lo svolgimento del gioco.

In questo articolo tratteremo di:

  • Le regole del gioco di carte Machiavelli
  • Lo svolgimento della partita: turni e azioni consentite
  • I punteggi nel Machiavelli
  • La storia, le origini e una curiosità sul gioco

Le regole del gioco di carte Machiavelli

Per giocare si deve essere almeno in 2, fino ad un limite massimo di 6 partecipanti. Il numero di carte richiesto nel Machiavelli è 104, in quanto sono necessari 2 mazzi francesi per onorare una mano. All’inizio ogni giocatore riceve dal mazziere 13 carte e quello seduto alla sua sinistra agisce per primo pescando una carta da accoppiare poi ad un’altra, così da creare una delle combinazioni consentite. Il mazziere viene scelto casualmente e distribuisce le carte coperte in senso orario. In molte regole tradizionali ogni partecipante riceve 13 carte, mentre altre varianti prevedono 5, 7, 9, 11 o 15 carte all’inizio. Il mazzo rimanente forma il tallone, da cui i giocatori pescano durante la partita.

L’obiettivo principale è liberarsi di tutte le carte in mano creando combinazioni di almeno tre carte da calare sul tavolo; chi svuota per primo la propria mano vince la partita. I giochi possono essere composti infatti da 3 o 4 carte dello stesso valore, ma appartenenti a semi differenti, oppure da vere e proprie scale con carte dello stesso seme poste nella naturale sequenza numerica. Le combinazioni possono essere alimentate in continuazione ed è possibile allegare carte anche a quelle degli avversari, al fine di disfarsi di tutte quelle passate per le proprie mani, proprio come nella Scala 40.

Lo svolgimento della partita: turni e azioni consentite

Il gioco procede in senso orario, iniziando dal giocatore alla sinistra del mazziere. Ogni turno prevede un insieme di azioni consentite, ad esempio pescare una carta dal tallone se non si può o non si desidera aprire, calare combinazioni valide sul tavolo ma anche aggiungere carte alle combinazioni già esistenti, proprie o altrui e modificare le combinazioni sul tavolo per facilitare il gioco delle proprie carte.

Una particolarità del machiavelli è proprio questa: in molti casi il giocatore può “lavorare” le combinazioni già calate, ricombinando carte per creare opportunità migliori per liberarsi delle proprie carte. Tutte le combinazioni finali devono comunque risultare valide.

Ad ogni turno, quindi, i giocatori devono pescare una nuova carta e provare ad aprire. Nel caso ciò non risultasse possibile, si potrebbe comunque iniziare ad attaccare le proprie carte a combinazioni eventualmente già calate dagli altri. Per aprire la partita, in alcune versioni, bisogna calare almeno una combinazione valida (in alcune varianti si richiede un punteggio minimo di 36 punti prima di poter aprire).
In altre versioni più semplici, non ci sono requisiti di punteggio minimo per l’apertura, e ogni giocatore può iniziare a calare le combinazioni valide già dal primo turno.

A questo punto, quando tocca al giocatore successivo, bisogna dichiarare apertamente “Passo”. I giocatori possono depositare nello stesso turno anche più di una carta, sia in una propria combinazione sia in quella di un avversario. I giochi già calati sul tavolo sono ampiamente modificabili se si dispone di carte utili per creare nuove combinazioni valide. Ad esempio, se si hanno dei tris di K, Q e J di ogni seme e si pesca un Asso, è possibile spostare le carte e formare una scala per ogni seme attaccando ad una di queste proprio quell’Asso. Una regola che di per sé basta per compensare la scarsa varietà di mosse concesse ai giocatori.  Al termine della propria azione, se il giocatore non può o non vuole calare, passa il turno dichiarando “Passo”.

I punteggi nel Machiavelli

Nel gioco di carte Machiavelli non esistono dei veri e propri punteggi, al contrario di quanto si riscontra nel Burraco, che propone concetti molto simili, o nella succitata Scala 40. A differenza di quest’ultima, quindi, non è prevista una soglia minima di punteggio per poter aprire. Le scale che constano di molteplici carte non valgono più dei semplici tris e non è contemplata una gerarchia dei semi. D’altro canto, una combinazione può mutare anche più volte nel corso di una partita. Per ottenere la vittoria basta liberarsi per primi di tutte le carte a propria disposizione. Nemmeno nelle varianti del Machiavelli si parla di specifici sistemi di punteggio, al massimo può cambiare qualche regola inerente alla distribuzione e al prelievo delle carte, oltre che alla gestione dei turni. L’Asso può essere posto sia prima del 2 sia dopo il K e di conseguenza si rivela essere una carta più duttile di altre, ma in quanto a valore il discorso non cambia. Non mancano tuttavia delle penalità: a seconda delle regole adottate, se un giocatore sposta le proprie combinazioni ritrovandosi poi impossibilitato ad allegarvi una nuova carta e a ripristinare la situazione di partenza, deve pescare altre 3 carte dal mazzo.

Quindi per essere considerate valide, le combinazioni devono seguire regole precise. Ci sono combinazioni principali come il tris, dove sono messe in fila tre o quattro carte dello stesso valore ma di semi diversi (ad esempio tre Re di cuori, fiori e quadri) e le scale, per cui bisogna mettere sul tavolo almeno tre carte consecutive dello stesso seme (ad esempio 7-8-9 di fiori).

Le combinazioni possono essere ampliate aggiungendo altre carte valide durante il corso del gioco. E per questo durante il proprio turno i giocatori possono aggiungere carte alle combinazioni già sul tavolo o modificare le combinazioni esistenti per creare nuove opportunità, purché tutte le combinazioni risultanti siano valide.

Le varianti del gioco

Il Machiavelli è noto per le sue numerose varianti regionali e di regole. Alcune differenze includono la variazione del numero di carte iniziali (ad esempio tra le 5 e le 15 per giocatore) o la possibilità di pescare e giocare nello stesso turno. In alcuni casi viene previsto anche l’inserimento di carte scoperte sul tavolo all’inizio per agevolare i primi turni.

La storia, le origini e una curiosità sul gioco

Il Machiavelli trae le sue radici dal Rummy, un genere di giochi di carte basato sulla formazione di combinazioni. Anche l’origine del suo nome è spesso associata, in modo ironico, alla figura storica del filosofo e scrittore Niccolò Machiavelli, noto per la sua visione strategica e pragmatica, caratteristiche che si riflettono nella natura manipolativa del gioco. In alcune varianti storiche il gioco è anche chiamato “Thirty-Six” perché in certi regolamenti era richiesto un minimo di 36 punti in combinazioni per poter aprire.